lunedì 22 ottobre 2012

LA TELEVISIONE DI QUALITA' CHE MANCA




Lo zapping e' una ginnastica conosciuta da molti, spesso dovuta ad una noiosissima carrellata
di programmi inutili, noiosi, tristi e replicati in carta carbone su piu' reti televisive. Ma siamo
proprio sicuri che quello che vediamo e' frutto dell'auditel? Io no, perche' ci sono programmi
che farebbero parecchi ascolti e aprirebbero le menti atrofizzate, di chi si imbambola a vedere
talent show da quattro soldi, reality assurdi o noiosissimi talk show che ripetono le stesse cose
all'infinito.

La verita' e' che un certo giornalismo d'assalto, stile Saviano o Report, e' un elemento di grande
disturbo per i poteri forti, perche' vengono toccati temi che aprono le finestre su realta' mai
raccontate e ricche di scabrosi retroscena. Io ricordo Mixer in prima serata, che era un esempio
di grande giornalismo, lo stesso Santoro  che  pur  non attira le mie simpatie,   ha       comunque
avuto il coraggio di mettere davanti al video , dure realta' quotidiane, attirandosi le ire di chi
ha molto da nascondere e si vede minacciato da questo tipo di televisione.

E vogliamo dimenticare i documentari storici sul nostro passato recente e non ? Gli archivi RAI
hanno un patrimonio culturale impressionante, che interesserebbe a molti, ne sono piu' che
sicuro. Come sia possibile mandare in onda i filmati sul dopoguerra , sul boom economico, sul
periodo degli anni di piombo, sul decennio dei broker rampanti in borsa, in orari assurdi come
la mezzanotte o le otto del mattino io non riesco proprio a capirlo.

Ma c'e' anche tutto il  repertorio cinematografico di Gian Maria Volonte', con film come il
caso Mattei o Sacco e Vanzetti , anche questi trasmessi in orari notturni , quasi fosse una
perdita di tempo proporli in prima serata.
Il pubblico va educato con pazienza, tralasciando i fini commerciali e se le reti Fininvest sono
giustificate da ragioni di natura economica, la Rai proprio non lo e' , perche' dovrebbe essere
un servizio pubblico e come tale , istruire chi la segue, informare, ergersi a rete televisiva
con la funzione di trasmettere dei valori.

Anche i telegiornali lasciano il tempo che trovano, con servizi spesso banali e privi di utilita'.
Serve un giornalismo "on the road" con telecamere e inviati presenti costantemente nelle 
piazze, pronti a sentire il polso della situazione  tra la gente comune, capire lo stato d'animo
riportare i problemi di tutti, servizi che servirebbero alla nostra classe politica che vive chiusa
negli uffici, a insultarsi e accusare l'avversario dell'area di pensiero opposta.

Manca anche uno spazio dedicato ai giovani, un talk show in cui si confrontano con gli adulti
per cercare di trovare un punto di incontro , un aiuto a migliorare la propria vita, un consiglio
per uscire da crisi depressive tanto diffuse nella nuova generazione. Un consiglio per orientarsi
nel mercato del lavoro e capire quali siano le scelte migliori da effettuare.

Manca lo spazio per favorire l'incontro tra chi cerca lavoro e chi lo offre, quantomai utile in
questi anni di crisi. Non sarebbe niente male sfruttare il potenziale della tv per rendere piu'
semplice questo benedetto incontro.

Insomma , la tv statale per lo meno, andrebbe ripensata, basta trasmissioni dove si vedono
solo critiche e piagnistei vari, servono format di utilita' pubblica, perche' la disinformazione
e' diffusissima, quanti di noi chiamano ogni giorno i call center per avere chiarimenti su questo
o quell'argomento?  Pagare il canone va bene, ma per lo meno sarebbe importante un ritorno
in termini di qualita' e mi rivolgo ai nuovi vertici Rai. Ve lo chiedo in ginocchio , basta isola dei
Famosi e gioco dei pacchi, e' un insulto alla nostra intelligenza  !!!!

IL VOSTRO

GIORDANO ENRICO


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